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Partiamo dal principio, che cos’è la grafica?

Questa è esattamente la domanda che viene fatta più spesso da chi non conosce questo mondo e, convenzionalmente, la risposta più semplice da dare è che si tratta del risultato dato da un insieme di elementi che generano una comunicazione efficace.

In effetti la grafica altro non è che tutto quell’insieme di immagini, testi, colori, forme e idee che vediamo tutti i giorni. La possiamo trovare ovunque, sul giornale, alla tv, sui social, sulle nostre magliette e persino sull’etichetta dei pantaloni che ci spiega come lavarli. Si, vi sembrerà assurdo ma anche quella è grafica.

Quando leggiamo un libro, visitiamo un museo o semplicemente mangiamo i nostri cereali preferiti a colazione, stiamo entrando in contatto con il mondo della grafica. Infatti, dietro a tutte queste cose passate in rassegna, ci sarà sempre un grafico che avrà impaginato quel libro, creato quella segnaletica del museo che stiamo visitando e disegnato la scatola dei nostri cereali preferiti.

Se andiamo a scoprire il lato più profondo riusciremo a comprendere come la grafica sia legata all’identità e al modo di vedere e rappresentare le cose di chi la crea. Mi spiego meglio, si tratta di un canale, un mezzo in grado di raccontare la storia di un brand partendo dalla creazione del logo fino ad arrivare a tutta l’immagine coordinata. Può raccontare un evento, un momento della nostra vita, persino un periodo storico.

Riesce a delineare quello che piace davvero alle persone e di cosa hanno bisogno. Questo spiega perché nella grande distribuzione, ad esempio, vengano fatti degli studi sulle reazioni che hanno i consumatori vedendo il nuovo packaging di uno shampoo piuttosto che di una confezione di pasta, sui colori che attirano di più l’attenzione e generano un acquisto insieme a tanti altri elementi.

Vi starete chiedendo come sia possibile che la grafica riesca a fare tutte queste cose, ma la risposta è semplicissima, lo fa attraverso la comunicazione. Chi lavora in questo mondo si chiama designer (detto anche grafico), ed è colui che si occupa di osservare, studiare, sperimentare e confrontarsi costantemente prima di creare qualcosa di nuovo.

Un grafico lavora sempre a contatto con persone diverse, con esigenze nuove e realtà differenti. Questo lo porta a dover sempre osservare e conoscere bene chi ha di fronte e quali sono le sue necessità.

Può trovarsi davanti a diversi casi: da un marchio emergente che necessita della creazione del logo, al restyling da mettere in atto per “svecchiare” l’identità di un brand ormai obsoleta, con l’obiettivo di renderla più al passo con i tempi. Altre volte ancora sarà un supporto e/o un importante collaboratore per tutte le attività riguardanti il mondo digitale.

Questi sono solo alcuni dei casi che possono presentarsi. La sfida più grande per un grafico rimarrà sempre quella di riuscire a creare un connubio perfetto tra tutti gli elementi che faranno parte della grafica.

Se pensavate che si trattasse solo di scegliere una bella foto e scriverci sopra una frase vi sbagliavate, ma approfondiremo questo tema nei prossimi articoli.

In realtà questo è un lavoro di traduzione delle immagini e di creazione di messaggi comunicativi forti, chiari ed efficaci. Contenuti composti da immagini, testo, colori che devono generare un’emozione, far percepire un’idea, presentare un prodotto, comunicare una mission e così via.

Per spiegare nel dettaglio in cosa consista questo lavoro servirebbe davvero molto tempo ma, come detto, avremo modo di approfondire l’argomento prossimamente. Ciò che però può essere da subito evidenziato è che un grafico necessita di molta creatività e immaginazione, in quanto, come evidenzia René Magritte1, “La realtà non è mai come la si vede: la verità è soprattutto immaginazione”.

1 https://it.wikipedia.org/wiki/Ren%C3%A9_Magritte

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